Storia di Capitanata

Lunedì, Novembre 19, 2018

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Alessandro Barbero a San Severo presenta il suo libro "Caporetto"Alessandro Barbero a San Severo presenta il suo libro "Caporetto"Alessandro Barbero a San Severo presenta il suo libro "Caporetto"Alessandro Barbero a San Severo presenta il suo libro "Caporetto"Alessandro Barbero a San Severo presenta il suo libro "Caporetto"Alessandro Barbero a San Severo presenta il suo libro "Caporetto"Alessandro Barbero a San Severo presenta il suo libro "Caporetto"Alessandro Barbero a San Severo presenta il suo libro "Caporetto"Alessandro Barbero a San Severo presenta il suo libro "Caporetto"Alessandro Barbero a San Severo presenta il suo libro "Caporetto"Alessandro Barbero a San Severo presenta il suo libro "Caporetto"
Martedì, 16 Ottobre 2018 11:57

CAPORETTO: ALESSANDRO BARBERO PRESENTA IL SUO LIBRO A SAN SEVERO

CAPORETTO: ALESSANDRO BARBERO PRESENTA IL SUO LIBRO A SAN SEVERO Alessandro Barbero

Caporetto, nella storia militare italiana, è sinonimo di disfatta. E’ la battaglia cominciata il 24 ottobre 1917 e conclusasi con le truppe austriache e tedesche che sfondano le linee italiane nei pressi di Caporetto (oggi Kobarid, nella valle dell'Isonzo, in Slovenia), realizzando quella che è passata alla storia come la più grave sconfitta dell’Italia durante la Prima guerra mondiale, e non solo. Della battaglia e delle sue diverse sfaccettature ne parla lo storico Alessandro Barbero, in un appuntamento eccezionale con il CRD – Storia Capitanata, dove presenta il suo libro intitolato, appunto, “Caporetto”. L’incontro con l’autore si terrà sabato 20 ottobre 2018, alle ore 18, presso la sala Fanelli del Convento dei Cappuccini di San Severo. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Francesco Miglio e dell’assessore Celeste Iacovino, introdurrà l’autore Giuseppe Clemente, presidente del CRD.

Quell’attacco portò alla perdita di tutto il Friuli, costringendo l’Esercito italiano a una ritirata fino alla valle del Piave, dove si riuscì a fermare l'invasione e a organizzare il contrattacco che portò al trionfo di Vittorio Veneto. Trecentomila furono i soldati italiani presi prigionieri.

Da cent'anni la disfatta di Caporetto suscita le stesse domande: fu colpa di Cadorna, di Capello, di Badoglio? I soldati italiani si batterono bene o fuggirono vigliaccamente? Ma il vero problema è un altro: perché dopo due anni e mezzo di guerra l'esercito italiano si rivelò all'improvviso così fragile? L’Italia era ancora in parte un paese arretrato e contadino e i limiti dell’esercito erano quelli della nazione.

In questo libro, Barbero ripercorre le cause della famosa disfatta che ha visto la ritirata dell’esercito italiano di fronte alla forze austro-germaniche offrendo una nuova ricostruzione della battaglia, un racconto appassionante di un fatto storico, che ancora ci interroga sull’Italia che siamo, qui e ora, cent’anni dopo. L’autore guarda all'esercito di allora come a unospecchio dell'Italia intera. Un Paese arretrato, principalmente contadino, con distanze sociali enormi tra fanti e ufficiali.  L’impegno di Barbero è stato notevole, se si considera che il volume, edito da Laterza, frutto di un’accurata ricerca negli archivi, consta di ben 645 pagine con un ricco apparato di note e una accurata bibliografia.

Alessandro Barbero, storico di peso e fine divulgatore, ci “racconterà” il dramma vissuto dai militari al fronte e dalla popolazione costretta ad abbandonare le proprie case nell’incontro-evento organizzato dal CRD Storia di Capitanata con il prezioso supporto dell’Amministrazione Comunale di San Severo, Assessorato alla Cultura.

 

Alessandro Barbero è uno dei più originali storici italiani, noto al pubblico per i suoi libri e per le collaborazioni televisive. Si laurea in Lettere nel 1981 con una tesi in storia medievale presso l'Università di Torino e perfeziona i suoi studi alla Scuola Normale Superiore di Pisa per tre anni. Nel 1984 vince il concorso per un posto di ricercatore in storia medievale all'Università degli studi di Roma "Tor Vergata". Dal 1998 è professore associato, e dal 2004 ordinario di Storia medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro". Divulgatore storico di eccezionale spessore, dal 2013 cura e introduce i documentari storici della trasmissione "a.C. d.C.", in onda su Rai Storia. Sempre dal 2013 fa parte del comitato scientifico della trasmissione di Rai Storia in onda anche su Rai 3 "Il tempo e la storia". Sulla storia medievale, nel 1994 scrive con Chiara Frugoni un "Dizionario del Medioevo"; nel 2000 pubblica la biografia "Carlo Magno. Un padre dell'Europa". Scrive anche saggi storici incentrati sulla sua regione, il Piemonte: una storia del Piemonte, un libro sulla storia di Vercelli e uno sulla Fortezza di Fenestrelle. Nel 1996 vince il Premio Strega con il libro "Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo". Dal 2007 collabora a alla rubrica “Dietro le quinte della storia” nella trasmissione televisiva Rai Superquark. Partecipa dal 2007 al Festival della Mente di Sarzana con cicli di tre lezioni. Nel 2010 esce il saggio "Lepanto. La battaglia dei tre imperi", sul celebre episodio del 1571 (pubblicato nel 2017 anche in lingua turca, col titolo İnebahtı).

Nel 2011 pubblica il romanzo storico "Gli occhi di Venezia", questo romanzo vince il "Premio Alessandro Manzoni - Città di Lecco". Nel 2012, in collaborazione con Piero Angela, pubblica "Dietro le quinte della storia", riprendendo la formula delle conversazioni didattiche televisive con il giornalista conduttore di Superquark. Nel 2016 pubblica il saggio "Costantino il vincitore", che propone un'indagine sulle fonti e sulla figura di questo imperatore romano. Membro del comitato di redazione della rivista Storica, collabora con la rivista Medioevo, il quotidiano La Stampa, l'inserto Tuttolibri, e l'inserto Domenica del quotidiano Il Sole 24 ORE.

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