Storia di Capitanata

Martedì, Aprile 07, 2020

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Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)

“La bonifica integrale del Tavoliere: un bene pubblico in un contesto di rivalità”, questo il titolo della prossima conferenza organizzata dal Centro di Ricerca e Documentazione per la Storia di Capitanata di San Severo. L’incontro si terrà lunedì 13 gennaio, alle 18, presso la sala conferenze della Biblioteca comunale “Minuziano” in largo Sanità a San Severo. Ospite della conferenza Francesco Barbaro dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – Comitato Foggia, il quale porrà la sua attenzione su una pagina importante della storia del Novecento della Capitanata, ovvero quella della bonifica integrale voluta dal Regime fascista negli anni ‘30 e proseguita nel secondo dopoguerra dalla neonata Repubblica che varò la “Riforma Agraria”.
Barbaro ha all’attivo una biografia del primo presidente del Consorzio di Bonifica: Roberto Curato, che redasse un piano di trasformazione del Tavoliere. Il “piano Curato” infatti prevedeva un percorso di popolamento delle campagne del Tavoliere mediante la creazione di 98 borgate rurali e cinque nuove città. Per realizzare questo progetto di antropizzazione del Tavoliere, che avrebbe assunto una fisionomia più simile alla Pianura Padana, Curato aveva previsto la realizzazione di migliaia di km di strade, linee elettriche e telefoniche, la costruzione di ponti, acquedotti che avrebbero cambiato il volto del Tavoliere e soprattutto lo avrebbero modernizzato facendo fare all’agricoltura della provincia di Foggia un salto di qualità.
Obiettivo di questo colossale piano di trasformazione – con investimenti da parte dello Stato che avrebbe dovuto finanziarie la costruzione delle infrastrutture e della proprietà terriera che avrebbe dovuto trasformare le proprie aziende introducendo l’allevamento stallino – la “creazione di lavoro”. Il ruolo di commissario del Consorzio proiettò Curato sul panorama regionale e nazionale, portandolo anche a diretto contatto, nel gennaio del 1934 a Roma, con Mussolini, al quale illustrò di persona il piano di trasformazione di quello che era il più grande comprensorio di bonifica d’Italia. Fra i protagonisti di quella pagina di storia si ricordano Celestino Trotta, Gaetano Postiglione, Giuseppe Pavoncelli, Domenico Siniscalco Ceci, Gabriele Canelli, Giuseppe Caradonna, con i quali Curato discusse, collaborò, dialogò e si scontrò, nel comune desiderio di cercare di modernizzare e far crescere il Tavoliere. Dare così risposte alla “fame di lavoro” che colpiva le masse bracciantili negli anni ’30 e che ancora oggi colpisce la provincia di Foggia relegandola in fondo alle classifiche economiche nazionali.

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Il CRD Storia Capitanata organizza una gita culturale nella città dei Sassi, Matera, nonchè Capitale Europea della Cultura 2019.
La città lucana sta vivendo il fermento degli avvenimenti che continuano ad attrrarre turisti da ogni parte d'Italia e dall'estero ed anche il Centro Studi ha deciso di vivere la suggestione serale dei Sassi illuminati e di nuovi itinerari in una picevole full immersion nelle giornate del 28 e 29 settembre. 
Il programma dettagliato degli orari, dei siti visitabili, dei costi d'ingresso (là dove previsti) e delle eventuali mostre aperte in quei giorni con la guida turistica che ci accompagnerà sia nel pomeriggio di sabato 28 che nella intera giornata di domenica 29.

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Si terrà martedì 9 aprile 2019 la prossima conferenza con il Centro di ricerca e documentazione – Storia Capitanata. L’incontro, che avrà luogo alle ore 18.30 presso la Biblioteca comunale “Minuziano” di San Severo, in largo Sanità, è dedicato ai Caduti di San Severo morti nella Grande Guerra. Dopo i saluti istituzionali, interverranno Dina Orsi, vice presidente del Crd, e Giuseppe Clemente, presidente del Crd.
Era il 30 settembre 1923 e non era ancora trascorso un anno da quando il Fascismo, dopo la marcia su Roma, aveva raggiunto il potere. Cessato il conflitto mondiale, l’amministrazione comunale di San Severo volle erigere, in una delle piazze principali della città, quale piazza Allegato, un maestoso monumento bronzeo, opera dello scultore napoletano Amleto Cataldi, a ricordo e in onore di coloro i quali donarono la propria vita alla Patria. Il monumento fu scoperto al suono della Marcia Reale e la musica venne quasi superata dal pianto dirotto di chi aveva perso un proprio caro e dalle grida di ammirazione di tutti per la bellezza dell’opera.
La conferenza sarà una full immersion nel periodo in cui San Severo e la sua popolazione affrontava e viveva il conflitto tra la povertà e il dolore di chi perdeva i propri cari al fronte. San Severo, dopo otto anni, chiuse una lunga e dolorosa parentesi della sua storia iniziata il 24 maggio 1915 con la partenza per il fronte di tanti giovani. Al di là delle passioni politiche, la popolazione aveva inteso con la costruzione del monumento di onorare i suoi Caduti e di esprimere tutta la sua umana solidarietà nei confronti di chi aveva perso i propri cari. Aveva voluto dare inizio al culto della memoria che non solo rispettasse i sentimenti e il dolore di tanti suoi figli, ma che suscitasse anche nella gente un vivo senso di cittadinanza e di solidarietà. Era questa una pagina di storia locale, di quelle che andavano recuperare, un episodio di storia minore, o, come dicono gli storici, di microstoria, che trova però la sua grande cornice in un evento epocale come la Grande Guerra.
A tutti i presenti il Crd donerà una copia del volume “I Caduti di San Severo nella Grande Guerra” scritto da Giuseppe Clemente (Cdp Service Edizioni) in cui viene raccontata la storia di questi nostri concittadini, ben 360, che sono caduti durante la prima guerra mondiale. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di San Severo.

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Il Consiglio Direttivo del CRD Storia Capitanata di San Severo ha valutato con preoccupazione, vista l’importanza dell’assetto bibliotecario cittadino, la delibera della G.M. n.41 del 13 febbraio scorso. Il CRD è contrario alle scelte effettuate, perché ancora una volta le sacrosante ragioni della storica Biblioteca “Minuziano” vengono sacrificate. Alcuni anni fa in favore del MAT (Museo dell'Alto Tavoliere) e oggi per una Fondazione che, per quanto la sua biblioteca sia riconosciuta di pubblico interesse e certamente di grande portata (anche se in parte ormai superata dai tempi), rimane pur sempre un soggetto privato.

I libri della “Minuziano” restano del tutto sparsi in posti accessibili solo a un encomiabile funzionario della Biblioteca e, cosa grave, la Giunta non prova nemmeno a lanciare una prospettiva, un programma, un progetto per rimettere assieme l’enorme patrimonio e far partire sul serio la “Community Library”, perché un sito senza libri non è una biblioteca. Del tutto assurda è poi la decisione di riservare, a discrezione della Fondazione Chirò, un piccolo spazio per un po’ di libri della “Minuziano”: significa smembrare ancora di più la Biblioteca Comunale.

Il CRD, pur cercando di comprendendo le ragioni che hanno guidato l’Amministrazione, invita il Sindaco e il Consiglio Comunale a voler riconsiderare la situazione, prendendo una decisione che tenga maggiormente conto dell’interesse pubblico, che coincide, in particolare, con quello dei tanti giovani delle scuole cittadine e degli studiosi che quotidianamente frequentano l’antica e gloriosa Biblioteca “Minuziano”.

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Partono il 21 marzo da San Severo – sulla terraferma – le celebrazioni del 30.mo anniversario della Riserva Marina delle Isole Tremiti che avranno il loro momento clou nella prossima estate. Giovedì prossimo (ore 18, biblioteca comunale “Minuziano”) si parlerà di storia in una conferenza organizzata dal CRD Storia Capitanata in collaborazione con il Laboratorio del Mare “Marlin Tremiti” e CDP Service.
La notte tra il 12 e 13 marzo 1864, la collisione con una secca nello spazio di mare antistante la Cala degli Inglesi e il successivo affondamento il 19 marzo: sono gli ultimi, drammatici momenti di vita del “Lombardo”, una delle due imbarcazioni – l'altra era il “Piemonte” - utilizzata per la “spedizione dei Mille”. Oggi sul fondo del mare delle Tremiti tra i 9 e i 25 metri di profondità giace la struttura principale del "Lombardo", ufficialmente identificato solo alcuni anni fa.
Il 155.mo anniversario di questo naufragio, tanto legato all'Unità d'Italia, sarà ricordato giovedì prossimo a San Severo. Previsti gli interventi di Giuseppe Clemente, presidente del CRD Storia Capitanata, e Adelmo Sorci, direttore del Laboratorio del mare "Marlin Tremiti". Nel corso della serata, che intende celebrare l'anniversario dell'affondamento del “Lombardo”, saranno proiettati video e immagini inediti di come si presenta la situazione in cui versa il relitto della “nave dei Mille”, inabissatasi a poca distanza da Cala degli Inglesi, uno degli angoli più suggestivi delle Isole Tremiti.
L'evento segna anche l'apertura ufficiale delle manifestazioni per il 30.mo anniversario della Riserva Marina delle Isole Tremiti. Oltre al patrocinio del Comune di San Severo l'incontro gode del patrocinio del Ministero dell'Ambiente, della Regione Puglia, della Provincia di Foggia, del Parco Nazionale del Gargano, del Comune dell'arcipelago diomedeo, del WWF Italia e di “Mare Vivo”.

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Mercoledì, 20 Febbraio 2019 19:28

TORREMAGGIORE, IL CRD RICORDA I FRATELLI FIANI

“I fratelli Fiani e la Repubblica Napoletana del 1779” è il tema del prossimo incontro del Centro di ricerca e documentazione – Storia Capitanata in programma il 22 febbraio a Torremaggiore (ore 18, Aula Magna Liceo “Fiani” in via Aspromonte). Sull’argomento parlerà Anna Maria Rao, docente dell’Università Federico II di Napoli, in occasione del 220.mo anniversario della Repubblica Napoletana. Dopo i saluti di Giancarlo Lamedica, dirigente scolastico del Liceo “Fiani”, è prevista una introduzione di Giuseppe Clemente, presidente del Crd.
«La Repubblica Napoletana del 1799, nonostante la brevità della sua drammatica vicenda, fu un momento fondamentale non solo della storia meridionale ma nella elaborazione della tradizione democratica italiana», commenta Anna Maria Rao. Frutto dell’influenza della Rivoluzione francese e della campagna italica del giovane generale Napoleone Bonaparte, fu un crocevia unico nella storia del Mezzogiorno ma anche nella formazione dell’idea democratica italiana. Nonostante la sua breve durata, meno di sei mesi, gli eventi rivoluzionari accesero i riflettori sugli aspetti di fondo della capitale del Regno: l’arretratezza delle campagne, il paternalismo e l’incapacità di rinnovamento del potere monarchico, il ruolo antirivoluzionario di un clero che, nella figura del cardinale Ruffo, fu alla guida delle spietate bande sanfediste, l’isolamento della élite giacobina dalle masse contadine e dalla maggior parte del popolo cittadino. La Repubblica Napoletana ha rappresentato un episodio politico del tutto diverso dall’alternarsi di dinastie attraverso lotte di potere e di successione, costituendo invece lo sbocco e l’affermazione di un vasto movimento culturale e politico costituitosi nel corso del XVIII secolo in Europa e in America.

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Tra ricercatori e studenti, si è conclusa l’ottava edizione del Premio Capitanata per la ricerca storica, organizzato dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata, presieduto da Giuseppe Clemente. Cornice della cerimonia è stata la Sala Fanelli del Convento Cappuccini.
Il vincitore del premio è Laura Esposito con I documenti dei principi di Taranto in età orsiniana conservati nell’Archivio di Stato di Napoli (1429-1463), prefazione di Andreas Kiesewetter [Società Napoletana di Storia Patria. Fonti], Napoli 2016, pp. X-407. «Questo lavoro – commenta Pasquale Corsi dell’Università di Bari e Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia – è l’espressione di una ricerca approfondita ed accurata sotto tutti gli aspetti. Rappresenta un contributo di grande rilevanza agli studi sull’età orsiniana e, in particolare, all’epoca del principe Giovanni Antonio del Balzo Orsini. Questi studi hanno avuto un grande sviluppo in questi ultimi anni e, quindi, l’opera di Laura Esposito, si inserisce a pieno titolo in un filone di ricerca particolarmente vivace e suscettibile di ulteriori sviluppi».
Per quanto riguarda la sezione riservata alle tesi di laurea sono state considerate a parità di merito, con la suddivisione del premio, le tesi di laurea magistrale di Angela Fiore e di Leonarda Poppa. Il titolo della tesi di Angela Fiore è:Il Martirologio Pulsanese: Codice VIII. C. 13 sella Biblioteca Nazionale di Napoli, Seconda Università degli Studi di Napoli. Dipartimento di Lettere e Beni culturali. Corso di laurea Magistrale in Filologia Classica e Moderna. Tesi di Laurea in Paleografia. Anno accademico 2015-2016, pp. 198 (Relatore prof. Francesco Mottola, correlatore prof. Daniele Solvi). Latesi si apre con un’attenta ricostruzione storica della Congregazione dei Pulsanesi, dalla sua origine all’apogeo ed infine alla decadenza. L’analisi si concentra successivamente sulle vicende del monastero di Santa Cecilia, dipendenza di Santa Maria di Pulsano in diocesi di Troia.      
La tesi di Leonarda Poppa, Lotte demaniali ed élite amministrativa ad Orsara nel primo Ottocento, Università degli Studi di Foggia - Dipartimento di Studi Umanistici – Corso di Laurea Magistrale in Filologia, Letterature e Storia – Filologia Moderna. Tesi di laurea in Storia della Storiografia dell’Età Moderna. Anno accademico 2015-2016, pp. 118 (Relatore prof. Saverio Russo). Questa tesi ripercorre ed analizza le tappe e gli eventi più importanti che hanno riguardato la vita amministrativa politica e sociale della comunità di Orsara nel periodo compreso tra il 1825 ed il 1850.
«Mi permetto di formulare un duplice auspicio- commenta Pasquale Corsi. Il primo è che la cultura sia sempre considerata in maniera consona alla sua importanza, poiché è fondamento essenziale per lo sviluppo civile di un popolo; mai sia intesa come qualcosa di superfluo, anche rispetto alle urgenze economiche e sociali del momento. Il secondo riguarda la continuità del Premio Capitanata, al fine esclusivo della promozione della conoscenza storica del territorio pugliese e, direttamente o indirettamente, dell’intero Mezzogiorno d’Italia. A nome degli organizzatori e componenti della Giuria sento inoltre il gradito dovere di ringraziare tutti gli autori che hanno voluto partecipare a questa edizione del Premio, con opere che sono state comunque apprezzate e che attestano, nonostante le ricorrenti difficoltà, il costante impegno di tanti studiosi».
«Voglio inoltre esprimere il mio più vivo apprezzamento per l’impegno profuso da tutti i componenti della Giuria – continua Corsi. Un ringraziamento particolare dev’essere riservato per i suoi evidenti meriti a Giuseppe Clemente, presidente del Centro di ricerca e documentazione per la storia della Capitanata, vero motore propulsore di questo Premio. Un plauso altrettanto caloroso spetta alla Fondazione “Domenico Siniscalco Ceci”, sempre attenta alle esigenze culturali del territorio, ed al suo attuale presidente, Aldo Ligustro. Non devono infine essere dimenticati i suoi predecessori alla presidenza della Fondazione, Francesco Andretta e Saverio Russo, che continuano ad essere validi sostenitori di questa iniziativa».

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“Serata dedicata a Federico” è questo il tema del prossimo appuntamento del Centro Studi che avrà luogo martedì 4 dicembre 2018 presso la Biblioteca Comunale “Minuziano”.
Interverrà Pasquale Corsi, Presidente Società di Storia Patria per la Puglia, sul tema “Federico II tra storia e leggenda”; seguirà la lettura di “Io Federico II, Stupor mundi? No, l’Anticristo” con Davide Dell’Oglio e Francesco Possidente.
Federico II è stato un uomo fuori dal suo tempo che si è trovato a lottare contro un mondo che non lo comprendeva seppur lo guardava ammaliato e affascinato. Fu protagonista di uno dei periodi più grandiosi, ed al tempo stesso oscuri della storia dell’occidente, diventando un precursore dell’uomo nuovo, un sovrano rinascimentale, un mecenate. Personaggio che sfugge ad ogni catalogazione da parte degli storici ma che riesce a far nascere dibattiti, opinioni diverse, per la sua eclettica personalità, per le sue ambizioni, per le sue realizzazioni, che riesce ancora ad essere vivo, ad essere l’imperatore immortale.
In Puglia è stato capace di rivalutare un territorio, di cambiarne la morfologia, di donarvi storia e cultura più di molti altri popoli che vi imposero in passato il loro dominio, e tuttora diversi monumenti ricordano il suo nome, menzione in onore di un regnante celebre per il suo intelletto e la sua lungimiranza. Leggende narrano di come, al momento della sua morte, l’intera Puglia fu scossa da una serie di tragedie naturale. Terremoti e tempeste ne flagellarono l’area, con tuoni tanto forti da squarciare i cieli. Era la sua amata patria che salutava l’imperatore che più l’aveva amata. In molti riferirono di averlo visto aggirarsi furtivo in tutto il territorio, come una figura schiva che sarebbe rimasta immortale a possedere la zona in qualità di spirito protettivo. Altri raccontarono di come Federico II avesse ingannato anche la morte, inscenandola e svanendo grazie al supporto del leggendario anello di Prete Giovanni, figura anch’essa al centro di una serie di storie mitiche. Alcuni erano dell’idea che si fosse nascosto al centro del cratere dell’Etna, altri che a mille anni dalla sua morte, il 13 dicembre 1250, sarebbe risorto. La sua salma sarebbe tuttora posta all’interno del Duomo di Foggia, in un’urna funeraria.
Questo e altro ancora verrà raccontato nell’ambito della conferenza organizzata dal CRD in collaborazione con il comune di San Severo – Assessorato alla Cultura.

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Si terrà giovedì 8 novembre la cerimonia dell’ottava edizione del Premio “Capitanata per la ricerca storica” promosso dal CRD Centro di ricerca e documentazione per la storia della Capitanata. La premiazione avrà luogo presso la sala Fanelli del Convento dei Cappuccini a San Severo alle ore 18. Dopo i saluti istituzionali, nel corso della serata, coordinata dal giornalista Desio Cristalli, interverranno Giuseppe Clemente, presidente del CRD, e Pasquale Corsi dell’Università di Bari. In programma anche un momento musicale con lo spettacolo “Da Posiliipo a Copacabana” del duo Alessia Martegiani (voce) e Maurizio Di Fulvio (chitarra).
Alla premiazione interverranno Aldo Ligustro, presidente Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, Paolo Emilio Trastulli, presidente Famiglia Dauna di Roma, Maria Carolina Nardella, Soprintendente archivistico della Puglia e della Basilicata, e Renata De Lorenzo dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli.
All’autore del miglior saggio sulla storia sociale, economica, politica, artistica e religiosa della Puglia sarà assegnato un premio di 1.500 euro, mentre all'autore della migliore tesi sulla storia sociale, economica, politica, artistica e religiosa della Capitanata sarà assegnato un premio di 1.000 euro.
La Giuria sarà presieduta da Pasquale Corsi dell’Università di Bari e Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia, Renata De Lorenzo dell’Università di Napoli “Federico II”, da Maria Carolina Nardella, Soprintendente archivistico e bibliografico della Puglia e della Basilicata, Aldo Ligustro, Presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, da Paolo Emilio Trastulli, Presidente della Famiglia Dauna di Roma e da Giuseppe Clemente, Presidente del C.R.D. Storia della Capitanata.
Il premio, bandito dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata, è organizzato con la partecipazione della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, della Regione Puglia, del Comune di San Severo e con il patrocinio dell’Università di Foggia, della Società Storia Patria per la Puglia, della Famiglia Dauna di Roma, della Soprintendenza Archivistica per la Puglia e dell’Archivio di Stato di Foggia.

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Caporetto, nella storia militare italiana, è sinonimo di disfatta. E’ la battaglia cominciata il 24 ottobre 1917 e conclusasi con le truppe austriache e tedesche che sfondano le linee italiane nei pressi di Caporetto (oggi Kobarid, nella valle dell'Isonzo, in Slovenia), realizzando quella che è passata alla storia come la più grave sconfitta dell’Italia durante la Prima guerra mondiale, e non solo. Della battaglia e delle sue diverse sfaccettature ne parla lo storico Alessandro Barbero, in un appuntamento eccezionale con il CRD – Storia Capitanata, dove presenta il suo libro intitolato, appunto, “Caporetto”. L’incontro con l’autore si terrà sabato 20 ottobre 2018, alle ore 18, presso la sala Fanelli del Convento dei Cappuccini di San Severo. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Francesco Miglio e dell’assessore Celeste Iacovino, introdurrà l’autore Giuseppe Clemente, presidente del CRD.

Quell’attacco portò alla perdita di tutto il Friuli, costringendo l’Esercito italiano a una ritirata fino alla valle del Piave, dove si riuscì a fermare l'invasione e a organizzare il contrattacco che portò al trionfo di Vittorio Veneto. Trecentomila furono i soldati italiani presi prigionieri.

Da cent'anni la disfatta di Caporetto suscita le stesse domande: fu colpa di Cadorna, di Capello, di Badoglio? I soldati italiani si batterono bene o fuggirono vigliaccamente? Ma il vero problema è un altro: perché dopo due anni e mezzo di guerra l'esercito italiano si rivelò all'improvviso così fragile? L’Italia era ancora in parte un paese arretrato e contadino e i limiti dell’esercito erano quelli della nazione.

In questo libro, Barbero ripercorre le cause della famosa disfatta che ha visto la ritirata dell’esercito italiano di fronte alla forze austro-germaniche offrendo una nuova ricostruzione della battaglia, un racconto appassionante di un fatto storico, che ancora ci interroga sull’Italia che siamo, qui e ora, cent’anni dopo. L’autore guarda all'esercito di allora come a unospecchio dell'Italia intera. Un Paese arretrato, principalmente contadino, con distanze sociali enormi tra fanti e ufficiali.  L’impegno di Barbero è stato notevole, se si considera che il volume, edito da Laterza, frutto di un’accurata ricerca negli archivi, consta di ben 645 pagine con un ricco apparato di note e una accurata bibliografia.

Alessandro Barbero, storico di peso e fine divulgatore, ci “racconterà” il dramma vissuto dai militari al fronte e dalla popolazione costretta ad abbandonare le proprie case nell’incontro-evento organizzato dal CRD Storia di Capitanata con il prezioso supporto dell’Amministrazione Comunale di San Severo, Assessorato alla Cultura.

 

Alessandro Barbero è uno dei più originali storici italiani, noto al pubblico per i suoi libri e per le collaborazioni televisive. Si laurea in Lettere nel 1981 con una tesi in storia medievale presso l'Università di Torino e perfeziona i suoi studi alla Scuola Normale Superiore di Pisa per tre anni. Nel 1984 vince il concorso per un posto di ricercatore in storia medievale all'Università degli studi di Roma "Tor Vergata". Dal 1998 è professore associato, e dal 2004 ordinario di Storia medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro". Divulgatore storico di eccezionale spessore, dal 2013 cura e introduce i documentari storici della trasmissione "a.C. d.C.", in onda su Rai Storia. Sempre dal 2013 fa parte del comitato scientifico della trasmissione di Rai Storia in onda anche su Rai 3 "Il tempo e la storia". Sulla storia medievale, nel 1994 scrive con Chiara Frugoni un "Dizionario del Medioevo"; nel 2000 pubblica la biografia "Carlo Magno. Un padre dell'Europa". Scrive anche saggi storici incentrati sulla sua regione, il Piemonte: una storia del Piemonte, un libro sulla storia di Vercelli e uno sulla Fortezza di Fenestrelle. Nel 1996 vince il Premio Strega con il libro "Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo". Dal 2007 collabora a alla rubrica “Dietro le quinte della storia” nella trasmissione televisiva Rai Superquark. Partecipa dal 2007 al Festival della Mente di Sarzana con cicli di tre lezioni. Nel 2010 esce il saggio "Lepanto. La battaglia dei tre imperi", sul celebre episodio del 1571 (pubblicato nel 2017 anche in lingua turca, col titolo İnebahtı).

Nel 2011 pubblica il romanzo storico "Gli occhi di Venezia", questo romanzo vince il "Premio Alessandro Manzoni - Città di Lecco". Nel 2012, in collaborazione con Piero Angela, pubblica "Dietro le quinte della storia", riprendendo la formula delle conversazioni didattiche televisive con il giornalista conduttore di Superquark. Nel 2016 pubblica il saggio "Costantino il vincitore", che propone un'indagine sulle fonti e sulla figura di questo imperatore romano. Membro del comitato di redazione della rivista Storica, collabora con la rivista Medioevo, il quotidiano La Stampa, l'inserto Tuttolibri, e l'inserto Domenica del quotidiano Il Sole 24 ORE.

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