Storia di Capitanata

Giovedì, Febbraio 21, 2019

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Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)
Mercoledì, 20 Febbraio 2019 19:28

TORREMAGGIORE, IL CRD RICORDA I FRATELLI FIANI

“I fratelli Fiani e la Repubblica Napoletana del 1779” è il tema del prossimo incontro del Centro di ricerca e documentazione – Storia Capitanata in programma il 22 febbraio a Torremaggiore (ore 18, Aula Magna Liceo “Fiani” in via Aspromonte). Sull’argomento parlerà Anna Maria Rao, docente dell’Università Federico II di Napoli, in occasione del 220.mo anniversario della Repubblica Napoletana. Dopo i saluti di Giancarlo Lamedica, dirigente scolastico del Liceo “Fiani”, è prevista una introduzione di Giuseppe Clemente, presidente del Crd.
«La Repubblica Napoletana del 1799, nonostante la brevità della sua drammatica vicenda, fu un momento fondamentale non solo della storia meridionale ma nella elaborazione della tradizione democratica italiana», commenta Anna Maria Rao. Frutto dell’influenza della Rivoluzione francese e della campagna italica del giovane generale Napoleone Bonaparte, fu un crocevia unico nella storia del Mezzogiorno ma anche nella formazione dell’idea democratica italiana. Nonostante la sua breve durata, meno di sei mesi, gli eventi rivoluzionari accesero i riflettori sugli aspetti di fondo della capitale del Regno: l’arretratezza delle campagne, il paternalismo e l’incapacità di rinnovamento del potere monarchico, il ruolo antirivoluzionario di un clero che, nella figura del cardinale Ruffo, fu alla guida delle spietate bande sanfediste, l’isolamento della élite giacobina dalle masse contadine e dalla maggior parte del popolo cittadino. La Repubblica Napoletana ha rappresentato un episodio politico del tutto diverso dall’alternarsi di dinastie attraverso lotte di potere e di successione, costituendo invece lo sbocco e l’affermazione di un vasto movimento culturale e politico costituitosi nel corso del XVIII secolo in Europa e in America.

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Tra ricercatori e studenti, si è conclusa l’ottava edizione del Premio Capitanata per la ricerca storica, organizzato dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata, presieduto da Giuseppe Clemente. Cornice della cerimonia è stata la Sala Fanelli del Convento Cappuccini.
Il vincitore del premio è Laura Esposito con I documenti dei principi di Taranto in età orsiniana conservati nell’Archivio di Stato di Napoli (1429-1463), prefazione di Andreas Kiesewetter [Società Napoletana di Storia Patria. Fonti], Napoli 2016, pp. X-407. «Questo lavoro – commenta Pasquale Corsi dell’Università di Bari e Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia – è l’espressione di una ricerca approfondita ed accurata sotto tutti gli aspetti. Rappresenta un contributo di grande rilevanza agli studi sull’età orsiniana e, in particolare, all’epoca del principe Giovanni Antonio del Balzo Orsini. Questi studi hanno avuto un grande sviluppo in questi ultimi anni e, quindi, l’opera di Laura Esposito, si inserisce a pieno titolo in un filone di ricerca particolarmente vivace e suscettibile di ulteriori sviluppi».
Per quanto riguarda la sezione riservata alle tesi di laurea sono state considerate a parità di merito, con la suddivisione del premio, le tesi di laurea magistrale di Angela Fiore e di Leonarda Poppa. Il titolo della tesi di Angela Fiore è:Il Martirologio Pulsanese: Codice VIII. C. 13 sella Biblioteca Nazionale di Napoli, Seconda Università degli Studi di Napoli. Dipartimento di Lettere e Beni culturali. Corso di laurea Magistrale in Filologia Classica e Moderna. Tesi di Laurea in Paleografia. Anno accademico 2015-2016, pp. 198 (Relatore prof. Francesco Mottola, correlatore prof. Daniele Solvi). Latesi si apre con un’attenta ricostruzione storica della Congregazione dei Pulsanesi, dalla sua origine all’apogeo ed infine alla decadenza. L’analisi si concentra successivamente sulle vicende del monastero di Santa Cecilia, dipendenza di Santa Maria di Pulsano in diocesi di Troia.      
La tesi di Leonarda Poppa, Lotte demaniali ed élite amministrativa ad Orsara nel primo Ottocento, Università degli Studi di Foggia - Dipartimento di Studi Umanistici – Corso di Laurea Magistrale in Filologia, Letterature e Storia – Filologia Moderna. Tesi di laurea in Storia della Storiografia dell’Età Moderna. Anno accademico 2015-2016, pp. 118 (Relatore prof. Saverio Russo). Questa tesi ripercorre ed analizza le tappe e gli eventi più importanti che hanno riguardato la vita amministrativa politica e sociale della comunità di Orsara nel periodo compreso tra il 1825 ed il 1850.
«Mi permetto di formulare un duplice auspicio- commenta Pasquale Corsi. Il primo è che la cultura sia sempre considerata in maniera consona alla sua importanza, poiché è fondamento essenziale per lo sviluppo civile di un popolo; mai sia intesa come qualcosa di superfluo, anche rispetto alle urgenze economiche e sociali del momento. Il secondo riguarda la continuità del Premio Capitanata, al fine esclusivo della promozione della conoscenza storica del territorio pugliese e, direttamente o indirettamente, dell’intero Mezzogiorno d’Italia. A nome degli organizzatori e componenti della Giuria sento inoltre il gradito dovere di ringraziare tutti gli autori che hanno voluto partecipare a questa edizione del Premio, con opere che sono state comunque apprezzate e che attestano, nonostante le ricorrenti difficoltà, il costante impegno di tanti studiosi».
«Voglio inoltre esprimere il mio più vivo apprezzamento per l’impegno profuso da tutti i componenti della Giuria – continua Corsi. Un ringraziamento particolare dev’essere riservato per i suoi evidenti meriti a Giuseppe Clemente, presidente del Centro di ricerca e documentazione per la storia della Capitanata, vero motore propulsore di questo Premio. Un plauso altrettanto caloroso spetta alla Fondazione “Domenico Siniscalco Ceci”, sempre attenta alle esigenze culturali del territorio, ed al suo attuale presidente, Aldo Ligustro. Non devono infine essere dimenticati i suoi predecessori alla presidenza della Fondazione, Francesco Andretta e Saverio Russo, che continuano ad essere validi sostenitori di questa iniziativa».

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“Serata dedicata a Federico” è questo il tema del prossimo appuntamento del Centro Studi che avrà luogo martedì 4 dicembre 2018 presso la Biblioteca Comunale “Minuziano”.
Interverrà Pasquale Corsi, Presidente Società di Storia Patria per la Puglia, sul tema “Federico II tra storia e leggenda”; seguirà la lettura di “Io Federico II, Stupor mundi? No, l’Anticristo” con Davide Dell’Oglio e Francesco Possidente.
Federico II è stato un uomo fuori dal suo tempo che si è trovato a lottare contro un mondo che non lo comprendeva seppur lo guardava ammaliato e affascinato. Fu protagonista di uno dei periodi più grandiosi, ed al tempo stesso oscuri della storia dell’occidente, diventando un precursore dell’uomo nuovo, un sovrano rinascimentale, un mecenate. Personaggio che sfugge ad ogni catalogazione da parte degli storici ma che riesce a far nascere dibattiti, opinioni diverse, per la sua eclettica personalità, per le sue ambizioni, per le sue realizzazioni, che riesce ancora ad essere vivo, ad essere l’imperatore immortale.
In Puglia è stato capace di rivalutare un territorio, di cambiarne la morfologia, di donarvi storia e cultura più di molti altri popoli che vi imposero in passato il loro dominio, e tuttora diversi monumenti ricordano il suo nome, menzione in onore di un regnante celebre per il suo intelletto e la sua lungimiranza. Leggende narrano di come, al momento della sua morte, l’intera Puglia fu scossa da una serie di tragedie naturale. Terremoti e tempeste ne flagellarono l’area, con tuoni tanto forti da squarciare i cieli. Era la sua amata patria che salutava l’imperatore che più l’aveva amata. In molti riferirono di averlo visto aggirarsi furtivo in tutto il territorio, come una figura schiva che sarebbe rimasta immortale a possedere la zona in qualità di spirito protettivo. Altri raccontarono di come Federico II avesse ingannato anche la morte, inscenandola e svanendo grazie al supporto del leggendario anello di Prete Giovanni, figura anch’essa al centro di una serie di storie mitiche. Alcuni erano dell’idea che si fosse nascosto al centro del cratere dell’Etna, altri che a mille anni dalla sua morte, il 13 dicembre 1250, sarebbe risorto. La sua salma sarebbe tuttora posta all’interno del Duomo di Foggia, in un’urna funeraria.
Questo e altro ancora verrà raccontato nell’ambito della conferenza organizzata dal CRD in collaborazione con il comune di San Severo – Assessorato alla Cultura.

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Si terrà giovedì 8 novembre la cerimonia dell’ottava edizione del Premio “Capitanata per la ricerca storica” promosso dal CRD Centro di ricerca e documentazione per la storia della Capitanata. La premiazione avrà luogo presso la sala Fanelli del Convento dei Cappuccini a San Severo alle ore 18. Dopo i saluti istituzionali, nel corso della serata, coordinata dal giornalista Desio Cristalli, interverranno Giuseppe Clemente, presidente del CRD, e Pasquale Corsi dell’Università di Bari. In programma anche un momento musicale con lo spettacolo “Da Posiliipo a Copacabana” del duo Alessia Martegiani (voce) e Maurizio Di Fulvio (chitarra).
Alla premiazione interverranno Aldo Ligustro, presidente Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, Paolo Emilio Trastulli, presidente Famiglia Dauna di Roma, Maria Carolina Nardella, Soprintendente archivistico della Puglia e della Basilicata, e Renata De Lorenzo dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli.
All’autore del miglior saggio sulla storia sociale, economica, politica, artistica e religiosa della Puglia sarà assegnato un premio di 1.500 euro, mentre all'autore della migliore tesi sulla storia sociale, economica, politica, artistica e religiosa della Capitanata sarà assegnato un premio di 1.000 euro.
La Giuria sarà presieduta da Pasquale Corsi dell’Università di Bari e Presidente della Società di Storia Patria per la Puglia, Renata De Lorenzo dell’Università di Napoli “Federico II”, da Maria Carolina Nardella, Soprintendente archivistico e bibliografico della Puglia e della Basilicata, Aldo Ligustro, Presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, da Paolo Emilio Trastulli, Presidente della Famiglia Dauna di Roma e da Giuseppe Clemente, Presidente del C.R.D. Storia della Capitanata.
Il premio, bandito dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata, è organizzato con la partecipazione della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, della Regione Puglia, del Comune di San Severo e con il patrocinio dell’Università di Foggia, della Società Storia Patria per la Puglia, della Famiglia Dauna di Roma, della Soprintendenza Archivistica per la Puglia e dell’Archivio di Stato di Foggia.

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Caporetto, nella storia militare italiana, è sinonimo di disfatta. E’ la battaglia cominciata il 24 ottobre 1917 e conclusasi con le truppe austriache e tedesche che sfondano le linee italiane nei pressi di Caporetto (oggi Kobarid, nella valle dell'Isonzo, in Slovenia), realizzando quella che è passata alla storia come la più grave sconfitta dell’Italia durante la Prima guerra mondiale, e non solo. Della battaglia e delle sue diverse sfaccettature ne parla lo storico Alessandro Barbero, in un appuntamento eccezionale con il CRD – Storia Capitanata, dove presenta il suo libro intitolato, appunto, “Caporetto”. L’incontro con l’autore si terrà sabato 20 ottobre 2018, alle ore 18, presso la sala Fanelli del Convento dei Cappuccini di San Severo. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Francesco Miglio e dell’assessore Celeste Iacovino, introdurrà l’autore Giuseppe Clemente, presidente del CRD.

Quell’attacco portò alla perdita di tutto il Friuli, costringendo l’Esercito italiano a una ritirata fino alla valle del Piave, dove si riuscì a fermare l'invasione e a organizzare il contrattacco che portò al trionfo di Vittorio Veneto. Trecentomila furono i soldati italiani presi prigionieri.

Da cent'anni la disfatta di Caporetto suscita le stesse domande: fu colpa di Cadorna, di Capello, di Badoglio? I soldati italiani si batterono bene o fuggirono vigliaccamente? Ma il vero problema è un altro: perché dopo due anni e mezzo di guerra l'esercito italiano si rivelò all'improvviso così fragile? L’Italia era ancora in parte un paese arretrato e contadino e i limiti dell’esercito erano quelli della nazione.

In questo libro, Barbero ripercorre le cause della famosa disfatta che ha visto la ritirata dell’esercito italiano di fronte alla forze austro-germaniche offrendo una nuova ricostruzione della battaglia, un racconto appassionante di un fatto storico, che ancora ci interroga sull’Italia che siamo, qui e ora, cent’anni dopo. L’autore guarda all'esercito di allora come a unospecchio dell'Italia intera. Un Paese arretrato, principalmente contadino, con distanze sociali enormi tra fanti e ufficiali.  L’impegno di Barbero è stato notevole, se si considera che il volume, edito da Laterza, frutto di un’accurata ricerca negli archivi, consta di ben 645 pagine con un ricco apparato di note e una accurata bibliografia.

Alessandro Barbero, storico di peso e fine divulgatore, ci “racconterà” il dramma vissuto dai militari al fronte e dalla popolazione costretta ad abbandonare le proprie case nell’incontro-evento organizzato dal CRD Storia di Capitanata con il prezioso supporto dell’Amministrazione Comunale di San Severo, Assessorato alla Cultura.

 

Alessandro Barbero è uno dei più originali storici italiani, noto al pubblico per i suoi libri e per le collaborazioni televisive. Si laurea in Lettere nel 1981 con una tesi in storia medievale presso l'Università di Torino e perfeziona i suoi studi alla Scuola Normale Superiore di Pisa per tre anni. Nel 1984 vince il concorso per un posto di ricercatore in storia medievale all'Università degli studi di Roma "Tor Vergata". Dal 1998 è professore associato, e dal 2004 ordinario di Storia medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro". Divulgatore storico di eccezionale spessore, dal 2013 cura e introduce i documentari storici della trasmissione "a.C. d.C.", in onda su Rai Storia. Sempre dal 2013 fa parte del comitato scientifico della trasmissione di Rai Storia in onda anche su Rai 3 "Il tempo e la storia". Sulla storia medievale, nel 1994 scrive con Chiara Frugoni un "Dizionario del Medioevo"; nel 2000 pubblica la biografia "Carlo Magno. Un padre dell'Europa". Scrive anche saggi storici incentrati sulla sua regione, il Piemonte: una storia del Piemonte, un libro sulla storia di Vercelli e uno sulla Fortezza di Fenestrelle. Nel 1996 vince il Premio Strega con il libro "Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo". Dal 2007 collabora a alla rubrica “Dietro le quinte della storia” nella trasmissione televisiva Rai Superquark. Partecipa dal 2007 al Festival della Mente di Sarzana con cicli di tre lezioni. Nel 2010 esce il saggio "Lepanto. La battaglia dei tre imperi", sul celebre episodio del 1571 (pubblicato nel 2017 anche in lingua turca, col titolo İnebahtı).

Nel 2011 pubblica il romanzo storico "Gli occhi di Venezia", questo romanzo vince il "Premio Alessandro Manzoni - Città di Lecco". Nel 2012, in collaborazione con Piero Angela, pubblica "Dietro le quinte della storia", riprendendo la formula delle conversazioni didattiche televisive con il giornalista conduttore di Superquark. Nel 2016 pubblica il saggio "Costantino il vincitore", che propone un'indagine sulle fonti e sulla figura di questo imperatore romano. Membro del comitato di redazione della rivista Storica, collabora con la rivista Medioevo, il quotidiano La Stampa, l'inserto Tuttolibri, e l'inserto Domenica del quotidiano Il Sole 24 ORE.

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Si terrà mercoledì 10 ottobre la prossima conferenza del Centro di ricerca e documentazione – Storia Capitanata. Michele Presutto, docente dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano - Comitato di Foggia, presenterà il volume “L’impatto della guerra 1915-1918 a Cagnano Varano e l’Idroscalo del Gargano”, di Leonarda Crisetti Grimaldi. All’incontro, che si svolgerà come di consueto presso la sala conferenze della Biblioteca comunale “Minuziano”, in largo Sanità a San Severo, sarà presente l’autrice.
La ricerca di Crisetti è un interessante percorso che documenta gli effetti che la Grande Guerra causò nel piccolo centro di Cagnano Varano. Fonti documentarie e testimonianze dirette evidenziano l'impatto che il conflitto ebbe sulla società civile, cambiando il destino di quasi un migliaio di uomini chiamati al fronte e delle loro famiglie rimaste in paese. «I nostri combattenti in quegli ambienti ostili e nelle circostanze sfavorevoli – scrive la Crisetti – dettero risposte a volte sorprendenti, evidenziando spirito di collaborazione e capacità di adattamento, anche se non mancarono insubordinazioni che i comandanti punirono con giustizia sommaria. Ma gli ordini degli ufficiali non sempre furono dettati dal buon senso».
Impressiona il racconto, custodito nella memoria dei famigliari di alcuni soldati cagnanesi, delle “procurate infermità”. Molti, pur di non partire per la guerra, o essere rimandati a casa, si automutilavano un arto. Chi non aveva proprio il coraggio di farlo, chiedeva in famiglia di aiutarlo in questa terribile azione, ottenendo il giusto rifiuto. Altri disertarono rifugiandosi nei boschi e nelle campagne. Questo e altro ancora verrà raccontato nell’ambito della conferenza organizzata dal CRD in collaborazione con il comune di San Severo – Assessorato alla Cultura.

 

Leonarda Crisetti Grimaldi (Cagnano Varano- Foggia, 1952). Docente per quattro decenni impegnata a stimolare negli studenti il gusto per la ricerca e a far nascere nella società civile un legame forte con il territorio. I suoi interessi spaziano dall’antropologia, alla storia, all’etnografia, alla psico-pedagogia. E’ autrice di numerosi articoli e recensioni in tale ambito. Socia di Storia Patria per la Regione Puglia, componente del comitato di redazione de Il Gargano Nuovo, ha pubblicato, tra l'altro, le seguenti opere: Cagnano Varano, centro storico, economia, salute, costumi, società, Acropolis, 1999; L'agonia feudale, l'Onciario, il Murattiano, le Questioni demaniali, vol. I e II, Ed. Il Rosone, 2007; La Grotta di San Michele tra Arte e Storia (con M.D'Arienzo e A.Guida), Bastogi 2010; Risorgimento Garganico, Il caso di Cagnano, Bastogi, 2011.

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Riprendono gli appuntamenti con il CRD Storia Capitanata. Il tema della prossima conferenza è “Il flagello del ventesimo secolo. 1918: “la spagnola” a San Severo”. L’incontro è in programma martedì 2 ottobre, alle ore 18, presso la Biblioteca comunale “Minuziano”, in largo Sanità a San Severo.

Il virus della “spagnola” si manifestò per la prima volta agli inizi del 1918 in un campo di addestramento militare negli Stati Uniti e fu portato in Europa nella primavera dello stesso anno dalle truppe americane che prendevano parte alla Grande Guerra. In un niente si diffuse in tutto il mondo con un elevato numero di morti, si parla di oltre 50 milioni. Venne erroneamente chiamata “spagnola”, perché la prima a parlarne in modo crudo e drammatico nel febbraio del 1918 fu la stampa spagnola. Con Giuseppe Clemente, Presidente del Crd, verrà approfondita l’emergenza della spagnola e come l’Amministrazione comunale dell’epoca decise di fronteggiarla. San Severo, come tante altre città, visse dal 1915 al 1918 il periodo più nero della sua storia. Ai tanti suoi giovani caduti nella Grande Guerra, si aggiunsero i morti per la spagnola. In tutto circa duemila.

Tutto questo e altro ancora verrà raccolto in un volume, in uscita a breve, che ricostruisce la storia del misterioso morbo.

L’evento è organizzato dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata in collaborazione con il comune di San Severo – Assessorato alla Cultura.

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Il CRD Storia Capitanata ha festeggiato i suoi vent’anni di attività al servizio del territorio con una cena di gala, allietata dal coinvolgente complesso dei Buscaglia nella sontuosa cornice della Tenuta Cipriani. Circa 150 le persone che vi hanno preso parte. Ospiti il Vice Sindaco Francesco Sderlenga, l’Assessore alla Cultura Celeste Iacovino, Francesco Andretta, socio onorario, e Aldo Ligustro, Presidente della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia.
Venti anni di intensa promozione culturale a beneficio della cittadinanza e delle scuole, che in numerosi casi ha coinvolto anche le comunità dei vicini centri urbani.
Per l’occasione il CRD ha pubblicato un volume celebrativo dell’evento “20 anni al servizio del territorio 1998-2018”, che chiunque, non solo i Soci, può ritirare presso la sede negli orari di apertura.
In venti anni il CRD ha organizzato, sempre rigidamente fedele ai suoi dettami statutari, complessivamente 190 manifestazioni tra convegni, mostre e conferenze (una media di 9,5 eventi ogni anno) di alto livello scientifico, alle quali hanno partecipato personaggi di rilievo nell’ambito culturale nazionale e non solo. Sarebbe troppo lungo citarli, ma basta cercare i loro nomi nell’opuscolo celebrativo. Il CRD ha pubblicato 17 volumi di storia del Mezzogiorno e della Capitanata e tenuto 8 edizioni del Premio Capitanata per la ricerca storica, che ha una cadenza biennale. Ha restituito alla Città tre tasselli dell’immenso mosaico della storia, che tutti possono vedere: la cosiddetta “Lapide del terremoto”, presso l’Arco della neve; i nomi dei Caduti di San Severo nella Grande Guerra, di cui si era persa la memoria, scolpiti su quattro stele poste vicino al monumento e una lapide che la Società Operaia di Mutuo Soccorso di San Severo dedicò a Francesco De Sanctis, posto nell’atrio di Palazzo Celestini. Notevoli anche le escursioni culturali alla scoperta dell’arte e della storia.
Tutto ciò è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Banca del Monte di Foggia (oggi Fondazione dei Monti Uniti di Foggia), del Ministero per i Beni Culturali e della Regione Puglia, al sostegno dei Soci e al patrocinio dell’Amministrazione Comunale, ma soprattutto alla passione e alla competenza di tutti coloro che in questi lunghi venti anni si sono alternati nel Consiglio Direttivo dell’Associazione.
Il Consiglio Direttivo in carica (composto da Giuseppe Clemente, Antonio Carafa, Tullio de Carolis, Antonietta De Cristofaro, Corradino Niro, Dina Orsi, Camillo Antonio Rago, Marisa Sacco e Danila Scarlato), i Revisori dei Conti (Roberto Lanzone, Renato Fallucchi e Michele Biancardino) e il Collegio dei Probiviri (Nicola Curatolo, Felice Princigallo e Leonardo Giarnetta) ringraziano calorosamente tutti, augurandosi che siano sempre di sostegno alle attività del CENTRO di RICERCA e di DOCUMENTAZIONE per la STORIA della CAPITANATA.

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Una conferenza dedicata a Roberto Conforti, “il cacciatore dell’arte”. E’ questo il tema del prossimo appuntamento con il Centro di Ricerca e Documentazione – Storia Capitanata, in programma venerdì 11 maggio 2018, alle ore 18 presso la sala conferenza “Padre Benedetto Nardella” della Biblioteca Cappuccini in piazzale Cappuccini, 1. Conforti era già stato ospite del CRD il 6 marzo 2010. Generale di Divisione con più di 42 anni di servizio effettivo nell’Arma dei Carabinieri, Conforti ha dedicato la sua vita alla lotta alla criminalità organizzata e alla tutela dei beni culturali in maniera esemplare e tipica del vero servitore dello Stato. Iniziò la sua carriera nell’Arma nel 1961, in Sardegna e poi in Friuli, passando per Emilia Romagna, Campania, Abruzzo e, infine, Lazio, dove giunse nel 1985. Dopo aver retto per sei anni il comando del Reparto Operativo di Roma, impegnato nella lotta all’eversione, alla criminalità diffusa ed organizzata, nel 1991 il Generale Conforti ottenne il comando del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale, incarico conservato fino al primo settembre del 2002, quando Conforti andò in pensione. Sotto il suo comando, il nucleo ha recuperato migliaia di opere d’arte rubate da collezioni private, gallerie, musei, chiese e siti archeologici: dalla Triade Capitolina all’Artemide marciante, dalla Phiale Mesomphalos al Mento di Sant’Antonio, fino a Il giardiniere e L’Arlesiana, di Van Gogh e ha costituito la Banca dati delle opere d’arte trafugate, punto di riferimento per le polizie di tutto il mondo. Dopo i saluti di mons. Giovanni Cecchinato, vescovo di San Severo, di Marco Aquilio, comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Foggia, e di Francesco Miglio, sindaco di San Severo e presidente della Provincia di Foggia, sono previsti gli interventi di Salvatore Italia, già Capo Dipartimento nel Ministero dei Beni Culturali, di Ferdinando Musella, tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri, e di Giuseppe Clemente, presidente del Crd – Storia Capitanata. A coordinare l’incontro, Antonio Carafa, vice presidente del Crd – Storia Capitanata. Nell’occasione verrà consegnata una targa alla memoria di Roberto Conforti. L’evento è organizzato dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata in collaborazione con il Comune di San Severo – Assessorato alla Cultura.

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Non solo Dante, Leopardi, Manzoni: nella costruzione della lingua italiana un ruolo importante è quello svolto da tanti umili personaggi senza nome, privi di prestigio e spesso di cultura. Ma il loro prezioso contributo rivela aspetti della comunicazione altrimenti condannati per sempre all'oblio collettivo. “Pocoinchiostro. Storie di briganti e scritture del Mezzogiorno” è il tema della prossima conferenza organizzata dal Centro di Ricerca e Documentazione – Storia Capitanata, in programma venerdì 13 aprile 2018, alle ore 18, presso la Biblioteca comunale “Minuziano”, in largo Sanità a San Severo.
In Italia, la questione della lingua ha dovuto affrontare il complesso rapporto tra dialetti e lingua colta, tra linguaggio parlato e scritto. In questa discussione si inseriscono le scritture dei briganti con i “pizzini”. Questi biglietti spiega, Giuseppe Clemente, presidente del CRD, erano scritti «in modo chiaro e stringato, tale che il destinatario, leggendoli e rileggendoli, veniva preso dal panico al punto da trattare con i capibanda».
Tra questi “pizzini” c’erano quelli del giovane "Pocoinchiostro", all’anagrafe Angelo Michele Ciavarella, bracciante di San Marco in Lamis, che scriveva lettere di ricatto per diverse bande, tanto che, spiega Giuseppe Clemente «spesso era in difficoltà perché esauriva quel poco d‘inchiostro che riusciva procurarsi. Ciò gli valse il soprannome di Pocoinchiostro».
Questo soprannome viene preso in prestito da Pietro Trifone, docente di Storia della lingua italiana presso l’università di Tor Vergata, che sarà presente alla conferenza insieme al giornalista e scrittore Raffaele Nigro con un chiaro riferimento al libro pubblicato dal linguista (editore Il Mulino). Interverrà anche il presidente del CRD Giuseppe Clemente, da sempre studioso e appassionato di brigantaggio. A moderare l’incontro Enzo Verrengia, scrittore e giornalista.
Lettere minatorie e terrorizzanti in quanto includevano bestemmie e minacce che rivela a distanza di anni il livello di formazione culturale e linguistica di questi uomini poco o niente alfabetizzati e che per il grado minimo di acculturazione costituivano la parte alta della società contadina e banditesca. L’evento è organizzato dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata in collaborazione con il comune di San Severo – Assessorato alla Cultura.

Il link del video de: "Pocoinchiostro - Conferenza del 13-04-2018 Biblioteca San Severo".

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