Storia di Capitanata

Venerdì, Dicembre 15, 2017

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Presentazione "L'opera salesiana a San Severo" di Camillo Antonio RagoPresentazione "L'opera salesiana a San Severo" di Camillo Antonio RagoPresentazione "L'opera salesiana a San Severo" di Camillo Antonio RagoPresentazione "L'opera salesiana a San Severo" di Camillo Antonio RagoPresentazione "L'opera salesiana a San Severo" di Camillo Antonio RagoPresentazione "L'opera salesiana a San Severo" di Camillo Antonio RagoPresentazione "L'opera salesiana a San Severo" di Camillo Antonio Rago

Si terrà martedì 24 ottobre, alle ore 18, la prossima conferenza con il Centro di ricerca e documentazione – Storia Capitanata.
Ospite dell’incontro è Werner Daum, Direttore del Centro regionale della FernUniversität di Karlsruhe e storico del Risorgimento italiano, che interverrà sul tema “Alle origini del liberalismo meridionale. La rivoluzione costituzionale del 1820-21 nel Regno delle Due Sicilie”.
Nell'Italia meridionale durante il regno di Gioacchino Murat (1808-15) nacque la Carboneria che in seguito si diffuse nella Romagna; di qui entrò in contatto con le sette democratiche dell'Italia del Nord, per poi diffondersi in Francia e in Spagna. All'azione della Carboneria si devono anzitutto i moti napoletani del 1820: sotto la guida di due ufficiali, Morelli e Silvati, i rivoluzionari riuscirono a ottenere la formazione di un governo costituzionale. Ma i protagonisti della rivoluzione costituzionale del 1820-21 nel Regno delle Due Sicilie dovettero far fronte a due grossi ostacoli: le grandi potenze europee, in modo particolare l’Austria, contrarie al modello costituzionale di Cadice, e i dissidi interni tra i liberali moderati e gli agitatori democratici, ognuno dei quali voleva imporre le proprie linee politiche nei nove mesi costituzionali. Ne seguirono numerosi fenomeni di protesta sociale più o meno organizzati e, generalmente, uno spirito pubblico sempre meno stabile e sempre più “oscillante”. Ma quello dei carbonari fu un successo di breve durata. Le divisioni interne e soprattutto l'intervento militare dell'Austria posero fine all'esperienza costituzionale.  Il prof. Werner Daum presenterà nel corso della conferenza con il Crd i risultati di una lunga ricerca sul Nonimestre costituzionale, pubblicati di recente anche in italiano.
L’evento è organizzato dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata in collaborazione con il comune di San Severo – Assessorato alla Cultura e avrà luogo presso la sala conferenze della Biblioteca comunale “Minuziano”, in largo Sanità a San Severo.

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“San Severo negli anni della Grande Guerra” è il tema della prossima conferenza organizzata dal Centro di Ricerca e Documentazione – Storia Capitanata in programma il 6 dicembre 2016, alle ore 18, presso la sala conferenze della Biblioteca comunale “Minuziano” di San Severo (largo Sanità). Sull’argomento relazionerà Giuseppe Clemente, presidente del CRD, che, un anno fa, ha dato ampio spazio alla tematica nel suo libro “I caduti di San Severo nella Grande Guerra”(1915-1918), per i tipi della CDP Service Edizioni, in cui concentrò la sua attenzione sui nati a San Severo caduti nel conflitto. Una full immersion nel periodo in cui San Severo e la sua popolazione affrontava e viveva il conflitto tra la povertà e il dolore di chi perdeva i propri cari al fronte. L’evento è organizzato dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata in collaborazione con il comune di San Severo – Assessorato alla Cultura.
Dopo la guerra, il 4 ottobre del 1923, venne inaugurato e dedicato ai soldati della Patria morti in guerra un monumento, significativo per la qualità delle sculture, realizzato dallo sculture ciociaro Amleto Cataldi (1882-1930). In piazza Allegato, accanto al Monumento ai Caduti ci sono anche quattro stele sulle quali sono stati incisi i nomi dei sanseveresi morti nella Grande Guerra. Con questo lavoro Clemente e il Crd Storia Capitanata hanno reso omaggio a questi eroi dimenticati andando a colmare a livello locale un vuoto nella memoria della Prima Guerra Mondiale.
Considerato uno dei maggiori scultori del primo ‘900, Cataldi, tra le altre, ha realizzato importanti opere in tutta Italia e all’estero. A lui si deve anche la “Vittoria alata”, il monumento ai caduti posizionato all’ingresso del cimitero di San Severo e la tomba monumentale di famiglia dell’On. Fraccacreta.

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Saranno presentati giovedì 28 aprile, alle ore 18, presso il Palazzo di Città di San Severo gli Atti del Convegno “I Celestini in Capitanata. Religiosità, arte, economia” (Editore CDP Service). Un'opera a più mani con relazioni di Pasquale Corsi (Celestino V e le origini del suo Ordine), Feliciano Stoico (San Giovanni in Piano, l’abbazia dimenticata), Giuseppe Piemontese (I Celestini a Monte Sant’Angelo), Giuseppe Clemente (La Vendita dei beni dei Celestini di San Severo, soppressi nel decennio francese), Mario Spedicato (Ascesa e declino di un monastero pugliese: Celestini di Lucera nel XVIII secolo), Nunzio Tomaiuoli (Il monastero di San Pietro Celestino in Manfredonia), Giovanni Di Capua (Palazzo Celestini a San Severo, architettura e arte).
Il testo, che fa riferimento al convegno del Centro di Ricerca e Documentazione per la Storia della Capitanata tenutosi in occasione del Bicentenario di Palazzo Celestini (1813-2013), consente al lettore di rievocare la storia dei Celestini in Capitanata e l’importanza che questa comunità monastica ha rivestito nella storia pugliese. Dal loro primo insediamento fino al fiorire dei loro maestosi conventi, quasi tutti soppressi con l’eversione della feudalità e quindi con il decreto del 13 febbraio del 1807.
Come spiega Milena Carafa, curatrice del volume «i locali dei conventi soppressi servirono a rimediare in parte alla grave carenza di strutture pubbliche e vennero destinati ad accogliere ospedali, scuole, orfanotrofi, caserme, carceri, tribunali, giudicati di pace, a ospitare gli stessi municipi e le intendenze di nuova istituzione». Un “passaggio” di fondamentale importanza non solo per la realizzazione di edifici di straordinaria fattura ma anche per la economia e la vita sociale del territorio. 
L’incontro prevede una visita di Palazzo Celestini, guidata da Giovanni di Capua. Successivamente, dopo i saluti di Francesco Miglio, Sindaco e Presidente della Provincia, e di Celeste Iacovino, Assessore alla Cultura, relazioneranno Giuseppe Clemente, Presidente CRD – Storia di Capitanata, Milena Carafa, curatrice del volume, e Pasquale Corsi, Presidente di Storia Patria per la Puglia.
L’evento è organizzato dal CRD - Storia di Capitanata e patrocinato dalla Città di San Severo – Assessorato alla Cultura.

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“Crocevia Adriatico: la Capitanata nei rapporti artistici tra Puglia e Dalmazia nell’età medievale” è questo il tema della conferenza organizzata dal Centro di ricerca e di documentazione per la Storia della Capitanata, presieduto da Giuseppe Clemente. A parlarne sarà Emanuela Elba, dottore di ricerca in Storia dell’arte comparata dei Paesi del Mediterraneo e assessore alla Cultura a Putignano (Bari), sua città natale.

Un legame di forte reciprocità lega sin dall’antichità i territori adriatici, entro i confini di uno spazio circoscritto e riservato in cui il mare non funge da elemento di separazione, ma semmai da fattore di unione. La conferenza intende approfondire il tema delle relazioni artistiche e culturali che collegarono in particolare la Puglia e la Dalmazia durante il Medioevo, portando l’attenzione su alcuni “itinerari di riflessione”, significativi per comprendere il ruolo svolto dalla Capitanata. L’incontro, patrocinato dal Comune di San Severo, si svolgerà presso la sala conferenze Biblioteca comunale “Minuaziano”, in largo Sanità a San Severo, il 4 febbraio, alle 18.

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