Storia di Capitanata

Venerdì, Giugno 18, 2021

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Premio Capitanata 2018 (Ottava Edizione)

Si terrà martedì 22 ottobre 2019, la prossima conferenza con il Centro di ricerca e documentazione – Storia Capitanata di San Severo. Francesco Barra, docente dell’Università di Salerno, presenta il libro “La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti (1860 – 1870)” di Carmine Pinto (edizioni Laterza). L’incontro avrà luogo alle ore 18 presso la Biblioteca comunale “Minuziano” di San Severo, in Largo Sanità.

Frutto di un decennale lavoro di ricerca condotto presso gli archivi civili e militari d’Italia, il lavoro di Pinto, docente di Storia contemporanea all’Università di Salerno, si caratterizza per la rigorosa analisi e la documentata ricostruzione storico-critica del brigantaggio meridionale post-unitario. La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie, determinò il successo dell’unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina, e si protrasse per un decennio, mobilitando re e generali, politici e vescovi, soldati e briganti, intellettuali e artisti.

Non fu uno scontro locale, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d’Europa, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti, le truppe regolari italiane, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l’autonomismo borbonico; l’antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere, fazioni locali, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali. Questo libro, per la novità di materiali e documenti usati e per la vastità delle ricerche compiute, offre una prospettiva sulla guerra di brigantaggio che innova interpretazioni fino a oggi date per acquisite. La conferenza, alla quale sarà presente anche l’autore, è organizzata dal CRD in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Città di San Severo.

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Non solo Dante, Leopardi, Manzoni: nella costruzione della lingua italiana un ruolo importante è quello svolto da tanti umili personaggi senza nome, privi di prestigio e spesso di cultura. Ma il loro prezioso contributo rivela aspetti della comunicazione altrimenti condannati per sempre all'oblio collettivo. “Pocoinchiostro. Storie di briganti e scritture del Mezzogiorno” è il tema della prossima conferenza organizzata dal Centro di Ricerca e Documentazione – Storia Capitanata, in programma venerdì 13 aprile 2018, alle ore 18, presso la Biblioteca comunale “Minuziano”, in largo Sanità a San Severo.
In Italia, la questione della lingua ha dovuto affrontare il complesso rapporto tra dialetti e lingua colta, tra linguaggio parlato e scritto. In questa discussione si inseriscono le scritture dei briganti con i “pizzini”. Questi biglietti spiega, Giuseppe Clemente, presidente del CRD, erano scritti «in modo chiaro e stringato, tale che il destinatario, leggendoli e rileggendoli, veniva preso dal panico al punto da trattare con i capibanda».
Tra questi “pizzini” c’erano quelli del giovane "Pocoinchiostro", all’anagrafe Angelo Michele Ciavarella, bracciante di San Marco in Lamis, che scriveva lettere di ricatto per diverse bande, tanto che, spiega Giuseppe Clemente «spesso era in difficoltà perché esauriva quel poco d‘inchiostro che riusciva procurarsi. Ciò gli valse il soprannome di Pocoinchiostro».
Questo soprannome viene preso in prestito da Pietro Trifone, docente di Storia della lingua italiana presso l’università di Tor Vergata, che sarà presente alla conferenza insieme al giornalista e scrittore Raffaele Nigro con un chiaro riferimento al libro pubblicato dal linguista (editore Il Mulino). Interverrà anche il presidente del CRD Giuseppe Clemente, da sempre studioso e appassionato di brigantaggio. A moderare l’incontro Enzo Verrengia, scrittore e giornalista.
Lettere minatorie e terrorizzanti in quanto includevano bestemmie e minacce che rivela a distanza di anni il livello di formazione culturale e linguistica di questi uomini poco o niente alfabetizzati e che per il grado minimo di acculturazione costituivano la parte alta della società contadina e banditesca. L’evento è organizzato dal Centro di Ricerca e di Documentazione per la Storia della Capitanata in collaborazione con il comune di San Severo – Assessorato alla Cultura.

Il link del video de: "Pocoinchiostro - Conferenza del 13-04-2018 Biblioteca San Severo".

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